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Sanremo 2026, il recap del 26 febbraio: tra sala stampa e folla in delirio

  • 1 day ago
  • 2 min read

Il Festival di Sanremo 2026 entra nella sua fase più calda e la giornata del 26 febbraio ne è la conferma più eloquente. Dentro e fuori dall'Ariston, la macchina festivaliera gira a pieno regime — e ogni ora porta con sé qualcosa di nuovo.


La sala stampa accende la mattina

Come da tradizione, la giornata è iniziata dalla sala stampa, cuore operativo e narrativo del Festival. Ad aprire gli incontri sono stati RAF e Fulminacci, due voci capaci di raccontare Sanremo da prospettive molto diverse, eppure complementari.

A seguire, la consueta Conferenza Stampa dell'Organizzazione, momento utile per fare il punto sulla settimana e anticipare i prossimi sviluppi di questa edizione.


Il pomeriggio: una scena musicale a tutto tondo

Nel pomeriggio il flusso non si è fermato. Uno dopo l'altro, si sono susseguiti alla sala stampa:

  • Nayt

  • Leo Gassman

  • Eddie Brock

  • Tredici Pietro

  • Malika Ayane

  • Dargen D'Amico

  • Maria Antonietta & Colombre

Un panorama ampio e variegato della scena musicale italiana: big affermati accanto a voci della nuova generazione, in un dialogo che è uno dei punti di forza di questo Sanremo 2026.


La città in delirio


Sanremo, però, non vive solo nei palazzi istituzionali. Tra live diffusi, showcase, firmacopie ed eventi collaterali, la città è letteralmente esplosa. Fan e curiosi si sono riversati per le strade in un vortice di entusiasmo, pronti a emozionarsi a ogni apparizione.

È quella Sanremo diffusa, fatta di incontri improvvisati e momenti rubati, che spesso regala le emozioni più autentiche della settimana.


Gli incontri: Fulminacci e Bambole di Pezza

Tra i momenti più preziosi della giornata, due chiacchierate che restano impresse.

La prima con Fulminacci: un cantautorato lucido, generazionale, capace di mettere a fuoco con ironia e intelligenza il mondo di chi ha vent'anni oggi. La seconda con le Bambole di Pezza: energia identitaria, impatto diretto, un progetto che è diventato simbolo di empowerment femminile indipendente nella musica italiana.

Due visioni distanti per stile, eppure perfettamente complementari — e rappresentative della pluralità musicale che Sanremo continua a mettere in dialogo, anno dopo anno.

Tra sala stampa, eventi diffusi e incontri ravvicinati, il 26 febbraio si archivia come una delle giornate più dense di questa settimana festivaliera.


E il bello, come sempre, deve ancora venire.

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