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Affitti in Irlanda: aumento record del 4,4% in un trimestre.

  • 2 hours ago
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La nuova legge sugli affitti sotto accusa

Affitti in Irlanda: aumento record del 4,4% in un trimestre.

Il mercato degli affitti in Irlanda ha registrato il suo peggior balzo trimestrale in oltre vent'anni. Secondo i dati pubblicati oggi dal portale immobiliare Daft.ie, i canoni di locazione sono aumentati del 4,4% tra dicembre 2025 e marzo 2026, il rialzo più elevato mai rilevato dal 2002. Un dato che arriva poche settimane dopo l'entrata in vigore di una riforma del mercato degli affitti che avrebbe dovuto, nelle intenzioni del governo, stabilizzare il settore.


I numeri che preoccupano

I dati parlano chiaro:

  • +7,8% di inflazione annuale degli affitti, il livello più alto dall'agosto 2023

  • +40% rispetto ai livelli pre-Covid

  • +75% rispetto al picco del Celtic Tiger

  • +81% rispetto a dieci anni fa

  • +50% di sfratti nel primo trimestre 2026 rispetto all'anno precedente

Un quadro che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche. La domanda continua a superare di gran lunga l'offerta in quasi tutte le principali città irlandesi, con Dublino costantemente in cima alle classifiche europee per il costo degli affitti.


Una nuova legge, effetti immediati

Price increases

La coincidenza con l'entrata in vigore del Residential Tenancies Act 2026, avvenuta il 1° marzo, non è sfuggita agli analisti. La nuova normativa ha eliminato i tetti agli affitti nelle cosiddette Rent Pressure Zones e consente ora ai proprietari di portare l'affitto ai prezzi di mercato ogni volta che un appartamento cambia inquilino.

Il governo aveva presentato la riforma come una misura necessaria per sbloccare l'offerta di abitazioni e incentivare nuovi investimenti nel settore. Il ministro delle abitazioni aveva difeso la legge anche di fronte alle critiche dell'opposizione, sostenendo che il mercato degli affitti aveva bisogno di più alloggi, non di più regolamentazione.

Il partito Sinn Féin e altri gruppi di opposizione avevano lanciato l'allarme già prima dell'approvazione della legge, stimando che la riforma avrebbe comportato aumenti di affitto compresi tra 3.000 e 5.000 euro l'anno per decine di migliaia di famiglie. Quelle previsioni sembrano oggi trovare conferma nei dati.


Come funziona la nuova legge

House for rent

La legge non consente aumenti arbitrari su chi è già in casa, ma il meccanismo complessivo è tutt'altro che a favore degli inquilini. Per i nuovi contratti stipulati dal 1° marzo 2026 in poi:

  • L'affitto iniziale viene fissato al prezzo di mercato, con obbligo di fornire tre affitti comparabili dal registro RTB come riferimento

  • L'inquilino può contestare l'affitto entro i primi 6 mesi

  • Dopo il primo anno, gli aumenti sono bloccati al 2% annuo o all'inflazione (CPI), il valore più basso tra i due

  • Il contratto ha una durata minima di 6 anni, con rinnovo automatico

  • Solo alla fine del periodo di 6 anni il proprietario può tornare ai prezzi di mercato, e solo se il precedente inquilino ha lasciato volontariamente

Il problema è strutturale: ogni volta che un inquilino lascia, anche volontariamente, il proprietario può incrementare il costo dell'affitto in base al prezzo corrente di mercato. Ed è esattamente questo meccanismo che sta guidando il picco registrato in questo trimestre, alimentato anche da un'ondata di sfratti che nel primo trimestre del 2026 è aumentata del 50% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.


Hai già un contratto in corso?

Per chi ha una tenancy attiva stipulata prima del 1° marzo, le regole offrono una protezione parziale: l'affitto non può aumentare più del 2% annuo o del CPI, il valore più basso tra i due. Una tutela reale, ma che non protegge chi è costretto a cercare una nuova casa in un mercato sempre più inaccessibile. Chi deve traslocare per qualsiasi motivo si trova esposto in pieno ai prezzi di mercato attuali.


Il mercato resta sotto pressione

Nonostante un lieve aumento nel numero di proprietà disponibili all'affitto segnalato ad aprile, i livelli restano ben al di sotto di quelli pre-Covid. L'offerta non riesce a tenere il passo con una domanda alimentata da una crescita demografica sostenuta, dall'immigrazione e da una crisi strutturale del mercato immobiliare irlandese che dura da oltre un decennio.

Per migliaia di famiglie, studenti e lavoratori che vivono in affitto, il 2026 si preannuncia come uno degli anni più difficili degli ultimi decenni sul fronte abitativo. Le misure messe in campo dal governo, invece di alleggerire la pressione, sembrano averla acuita.


Fonti:

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