Perchè in Irlanda si sciopera?

Il contesto
Domani l’Irlanda affronta una giornata di sciopero che coinvolge buona parte del settore pubblico. Secondo i sindacati, tra 300.000 e 400.000 dipendenti pubblici incroceranno le braccia per 24 ore. Sono attesi disagi per scuole, ospedali, uffici e servizi locali, e anche il Dáil non siederà, perché ai dipendenti di Leinster House non è stata concessa la deroga per continuare a lavorare. Sarebbe il primo sciopero nazionale del pubblico impiego dalla crisi finanziaria. Il segretario di Fórsa, Kevin Callinan, lo ha definito il secondo in quarant’anni, a seconda di come si contano i precedenti.
All’origine c’è la scadenza dell’accordo salariale pubblico, firmato sotto il precedente governo e scaduto il 30 giugno senza che se ne trovasse uno nuovo. L’ICTU, la confederazione sindacale, sostiene che quell’accordo sia rimasto il 5% sotto l’inflazione. Dopo contatti esplorativi in estate, i colloqui si sono chiusi con le votazioni sull’azione sindacale.
Il nodo è prima di tutto procedurale. I sindacati vogliono che gli aumenti legati al costo della vita siano il primo punto all’ordine del giorno. Il governo, per bocca del Taoiseach Micheál Martin, dichiara di non accettare “condizioni preliminari unilaterali”.
Chi sciopera
Le 19 organizzazioni del comitato dei servizi pubblici dell’ICTU hanno avviato o stanno per avviare azioni sindacali. Con loro ci sono Unite e altri sindacati più piccoli, mentre l’Irish Dental Association si muove in modo autonomo. In concreto:
Impiegati pubblici e dipendenti dei servizi: i membri di Fórsa e SIPTU, con quelli dell’INMO, hanno iniziato uno sciopero bianco (work-to-rule) il 30 settembre in gran parte del pubblico impiego. Per la sanità, Fórsa e SIPTU contano oltre 10.000 lavoratori in sciopero per un giorno.
Scuola: il sindacato dei maestri INTO ha indetto due scioperi di 24 ore, il 14 e il 21 ottobre, che chiuderanno migliaia di scuole primarie. Anche ASTI, che rappresenta i docenti delle superiori, parte con lo sciopero bianco dal 5 ottobre per poi fermarsi il 14. I dipendenti della scuola si uniscono a quelli degli enti locali.
Sanità: infermieri e ostetriche dell’INMO scioperano, insieme a consulenti, specializzandi e medici della sanità pubblica e territoriale (IMO). I medici passeranno poi al work-to-rule dal 15 ottobre a tempo indeterminato.
Cosa cambia per i cittadini
L’HSE ha confermato che i servizi sanitari non urgenti saranno cancellati, con “disagi significativi e diffusi”, mentre le emergenze restano garantite. Il personale non aderente deve presentarsi al lavoro, il lavoro da remoto è sospeso per 24 ore il 14 e il 21 ottobre e i manager potranno chiedere un certificato medico a chi si mette in malattia nei giorni di sciopero. L’INMO ha detto di aver concordato con l’HSE le coperture di emergenza.
Per le famiglie l’impatto più visibile riguarda le scuole. L’Irish Examiner nota che i disagi pesano su nuclei già provati dal costo della vita.
Le ragioni dei lavoratori
La richiesta centrale è un nuovo accordo che tenga il passo con l’inflazione, e che la questione del costo della vita sia affrontata fin dall’inizio dei negoziati. I sindacati ritengono inoltre che i 1,2 miliardi stanziati per il pubblico impiego nel bilancio 2027 siano una base insufficiente per trattare. Chiedono anche una copertura per la seconda metà di quest’anno.
C’è poi una questione di fiducia. Il segretario dell’INTO, John Boyle, attribuisce la responsabilità dell’escalation al governo e al ministro Jack Chambers, e lo accusa di non aver onorato per intero gli impegni dell’ultimo accordo. Il deputato laburista Ged Nash aveva avvertito che l’Irlanda avrebbe visto un’azione sindacale su una scala mai vista dal 2009 se la questione non fosse stata affrontata in bilancio.
Nel settore sanitario il tema salariale si lega a quello degli organici. Phil Ní Sheaghdha, segretaria generale dell’INMO, spiega che al personale viene chiesto di fare ore aggiuntive e coprire posti vacanti, e che gli iscritti sono stati invitati a rifiutarsi. A Cork, l’infermiera di terapia intensiva Ester Fitzgerald ha parlato di colleghi che dormono in auto perché non reggono i costi dell’energia e di altri in ritardo con mutuo e bollette. Ha aggiunto che nessuno vuole arrivare allo sciopero.
Le ragioni del governo
Chambers afferma di volere un accordo, ma non “a qualsiasi costo”, e che deve essere “sostenibile e accessibile”. Sostiene che nessuna delle parti dovrebbe porre condizioni prima di sedersi al tavolo e che i precedenti accordi si sono sempre basati sul consenso.
Rivendica anche i risultati del patto scaduto. Per gli impiegati amministrativi, una delle fasce meno pagate, la retribuzione è salita del 33% dal 2019 a fronte di un’inflazione del 23%. Secondo l’Irish Times, a Dublino si teme una corsa a rivendicazioni locali diverse, che farebbe saltare il controllo della spesa. Un’altra preoccupazione è che i contratti pubblici sono storicamente legati a riforme e cambiamenti delle condizioni di lavoro. L’Irish Times scrive che per questo il governo è riluttante a indicare una cifra prima di discussioni preliminari.
Nel presentare il bilancio, Chambers ha parlato di una “significativa” provvista per le retribuzioni pubbliche e ha chiesto all’ICTU di sospendere l’azione sindacale. Martin si è detto “sconcertato” dalla mancanza di progressi.
Come la leggono gli osservatori
Gli editoriali chiedono un passo a entrambe le parti. L’Irish Examiner riconosce che i salari pubblici sono stati erosi dal costo della vita e che la frustrazione dei lavoratori è comprensibile, ma ricorda che il governo dice di essere sempre stato disponibile a negoziare. L’Irish Times, da parte sua, osserva che le trattative sul pubblico impiego seguono una coreografia complessa in cui i sindacati mostrano i muscoli prima di sedersi al tavolo.
Cosa può succedere ora
Se non arriveranno sviluppi dell’ultimo minuto, domani il Paese si fermerà in gran parte, e il 21 ottobre è già in calendario un secondo giorno di sciopero. Per sbloccare la vertenza servono un accordo sull’agenda dei colloqui e una cifra credibile sul tavolo, due cose che per ora restano legate: i sindacati vogliono la seconda prima di iniziare, il governo vuole discutere le condizioni prima di quantificare.

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