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Puntata del 04.03.2026

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Nella puntata di mercoledì, Paolo e Mirco hanno intervistato Mietta, artista poliedrica con oltre cinque milioni di dischi venduti e otto partecipazioni al Festival di Sanremo..

Il debutto risale al 1989, ma è con l’edizione del 1990 del Festival che la cantante prende definitivamente il volo: il singolo “Vattene Amore”, interpretato insieme a Amedeo Minghi, si classifica terzo e diventa un successo internazionale. Pur senza una vera promozione all’estero, il brano conquista il pubblico in Benelux, Francia e persino in Thailandia.

Dopo alcuni album sperimentali – tra cui Daniela è felice (1995), accolto con favore dalla critica – nel 2001 torna a Sanremo con “Fare l'amore”, scritto da Mango. Il brano si classifica tredicesimo, nonostante il quinto posto ottenuto nella votazione della giuria demoscopica. Nel 2008 è di nuovo sul palco dell’Ariston con “Baciami adesso”, mentre nel 2019 firma una nuova stagione artistica con la hit radiofonica “Milano è dove mi sono persa”, che segna la rinascita di uno stile più maturo e contemporaneo per la cantante tarantina.

Il nuovo singolo “Per avere me”, lanciato all’inizio dell’anno, rappresenta un ritorno potente e necessario: un brano introspettivo e autobiografico che rompe i cliché del pop, affrontando i temi dell'auto accettazione, della rinascita e di una profonda resa dei conti con il passato. Una canzone onesta e controcorrente, apprezzata per il testo maturo, l’intensità emotiva e una musicalità capace di valorizzare ogni parola.

Nella seconda parte della puntata, Paolo e Mirco hanno intervistato Paolacci e Ronchi, coppia nella vita e nella scrittura, ideatori della saga dedicata al vicequestore Paolo Nigra. Con quattro romanzi all’attivo – a partire da “Nuvole barocche”, titolo ispirato a una canzone di Fabrizio De André – prende forma una serie di casi avvincenti che ruotano attorno a uno dei personaggi più originali del noir italiano contemporaneo.

Dalla Genova cupa e investigativa di Petra a quella più luminosa e identitaria di Blanca, il panorama crime italiano continua a evolversi. E i lettori sperano che anche la saga firmata da Paolacci e Ronchi possa presto approdare sul piccolo schermo. A rafforzare questa suggestione sono le parole di Lino Guanciale, riportate in quarta di copertina: «Paolo Nigra si conferma il personaggio che qualunque attore cosciente dello spirito dei nostri tempi desidererebbe interpretare». Una dichiarazione che suona quasi come un’autocandidatura.





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