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Un TAP alla volta: piccola guida alla mobilità in Irlanda.

  • Writer: Felice Luca Maglione
    Felice Luca Maglione
  • 5 days ago
  • 4 min read

Un tap alla volta: il contactless arriva, ma la mobilità a Dublino resta una sfida quotidiana

Entro il 2028, anche in Irlanda si potrà finalmente salire su autobus, treni e tram semplicemente avvicinando una carta bancaria o il telefono. Il pagamento contactless sul trasporto pubblico è in arrivo, a partire dalla Greater Dublin Area, con i primi validatori previsti dal 2027.

Una notizia che, detta così, sembra quasi banale. Ma a Dublino, anche pagare un biglietto racconta una storia più grande: quella di una mobilità complessa, lenta da trasformare e spesso faticosa da vivere ogni giorno.


Arrivare tardi, ma arrivare

Il contactless non è una rivoluzione, è un recupero. In molte città europee è realtà da anni, mentre qui se ne parla ancora come di una conquista futura. Allo stesso tempo, il sistema irlandese ha scelto una strada prudente: nessuna cancellazione della Leap Card, nessun obbligo di cambiare abitudini dall’oggi al domani. Tutto continuerà a convivere.

Un approccio che rassicura, ma che alimenta anche una sensazione diffusa: in Irlanda i cambiamenti importanti arrivano, ma quasi sempre quando la pressione è ormai evidente.


Biglietti più economici: una scelta che conta (ma non per tutti)

Se c'è però una cosa che l'Irlanda ha fatto controcorrente, è stata mantenere bassi i costi dei bus dopo il Covid. Mentre altrove le tariffe tornavano a salire, qui il trasporto pubblico è rimasto relativamente accessibile, soprattutto per giovani e lavoratori.

Non è solo una questione di prezzi: è una scelta politica precisa, che ha riconosciuto il trasporto pubblico come servizio essenziale, non come lusso. In questo senso, il contactless serve più a semplificare l'accesso che a cambiare davvero il sistema.

Ma vale la pena notare una contraddizione: mentre i biglietti del bus sono rimasti invariati, i prezzi dei treni sono aumentati.  Una scelta che penalizza chi dipende dal treno per gli spostamenti quotidiani e che dice qualcosa di più profondo: l'unico mezzo pubblico non soggetto al traffico viene trattato come un lusso, non come un servizio essenziale. Il risultato è che chi ha più bisogno di un trasporto affidabile e veloce finisce per pagarlo di più.


Tax Saver: un incentivo accessibile solo a metà

Un altro punto critico riguarda il Tax Saver Scheme, uno degli strumenti più efficaci per ridurre il costo degli abbonamenti. Sulla carta funziona bene: sgravi fiscali significativi su trasporti pubblici. Nella pratica, però, l'accesso dipende dalla disponibilità del datore di lavoro.

Non tutte le aziende lo offrono. Non tutte lo pubblicizzano. E molte persone – soprattutto chi lavora in settori meno strutturati, come ristorazione, retail o servizi – semplicemente non ne beneficiano. Il risultato è che un incentivo pensato per tutti resta legato alla "buona volontà" di chi ti assume.

Per renderlo davvero universale, andrebbe slegato dal contratto di lavoro e offerto direttamente a tutti i lavoratori, senza intermediari. Altrimenti rischia di essere l'ennesimo vantaggio accessibile solo ad alcuni "privilegiati".


Tra incentivi e traffico: il paradosso di Dublino

Da una parte, lo Stato spinge verso alternative all’auto privata: Tax Saver, Bike to Work, bonus e agevolazioni. Dall’altra, Dublino resta una città soffocata dal traffico, con tempi di percorrenza spesso imprevedibili e una rete ferroviaria che non copre realmente l’area metropolitana.

Il risultato è un paradosso ben noto a chi vive qui: anche chi vorrebbe rinunciare alla macchina spesso non può permetterselo, perché i collegamenti non sono sempre affidabili o compatibili con gli orari di lavoro. Non a caso, negli ultimi anni si è puntato soprattutto sui bus: nuove linee, più corse e l’introduzione di servizi 24 ore su 24, una novità importante per chi lavora nella ristorazione, nella sanità o nei servizi notturni.

È un miglioramento reale, ma mette in luce anche un limite strutturale: Dublino continua a reggersi quasi esclusivamente su gomma, in una città che cresce più velocemente delle proprie infrastrutture.


Un dettaglio spesso dimenticato: chi arriva da fuori

C’è poi un aspetto di cui si parla poco, ma che per una città come Dublino è cruciale: chi arriva da fuori. Migranti, lavoratori internazionali, studenti, nuove famiglie.

Per chi non conosce il sistema irlandese, muoversi è spesso complicato: biglietti diversi, zone, regole non sempre intuitive. In questo senso, il contactless può fare una differenza concreta, abbassando una barriera invisibile ma reale: capire come spostarsi senza sentirsi persi.

Ed è proprio qui che mobilità e integrazione iniziano a sovrapporsi.


Mobilità e lavoro: quando spostarsi diventa una questione di opportunità

C’è un aspetto della mobilità a Dublino che raramente entra nel dibattito pubblico, ma che pesa moltissimo nella vita quotidiana: il legame diretto tra i trasporti e l’accesso al lavoro.

In una città dove gli affitti spingono sempre più persone verso la periferia – o addirittura fuori dalla contea – la possibilità di accettare un lavoro dipende spesso da quanto è raggiungibile, non da quanto è qualificante. Orari spezzati, turni serali, lavori nel retail, nella ristorazione o nella sanità diventano impraticabili se il trasporto pubblico non regge.

In questo senso, l’estensione dei bus 24/7, le tariffe calmierate e sistemi di pagamento più semplici non sono solo misure tecniche: sono strumenti che incidono sull’inclusione economica. Rendere più facile spostarsi significa rendere più facile lavorare, soprattutto per chi non ha alternative private.

Il contactless, da solo, non cambia questo equilibrio. Ma inserito in un sistema più accessibile, contribuisce a ridurre quell’insieme di piccoli ostacoli quotidiani che, sommati, fanno la differenza tra poter scegliere e dover rinunciare.

Il contactless non risolve tutto, ma dice qualcosa.

Pagare con un tap non risolverà il traffico, né renderà Dublino improvvisamente efficiente. Ma è un segnale di direzione: meno burocrazia, più accessibilità, meno attrito nella vita quotidiana.

Arriva tardi, sì. Ma racconta anche un’Irlanda che, tra lentezze croniche e tentativi sinceri, sta cercando di rendere la mobilità un po’ più umana, un po’ meno frustrante.E forse, alla fine, è proprio questo il punto.


Link utili:

Informazioni sul contactless:

Transport for Ireland: https://www.transportforireland.ie

Tax Saver Scheme:

Tariffe e informazioni viaggi:

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