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Ode alla singletudine

(Si perché con questa cosa dovremmo un po’ tutti farci pace)


Ode SingletudineGaia Garofalo

Pagine e pagine di poesie sono dedicate da tempo all’altra metà, a un cuore che si strugge per un amore impossibile, o per una musa ispiratrice che domina l’idea stessa dell’amore.

Quanti, invece, poeti e ispirati hanno osato scrivere della “singletudine” ricadendo nella trappola dell’eccessiva ostentazione dell’amor proprio - quando a scrivere è magari lo stesso profilo narcisista a cui poco importa se tessere le lodi altrui o quelle di se stesso.

Mettiamo in chiaro subito una cosa: io non ho deciso per me la singletudine come status, è stata piuttosto la vita a sceglierla per me e continua ancora a farlo nonostante la mia declinazione naturale sia al plurale. 


Forse perché il mio plurale maiestatis (quello a cui faccio riferimento sin da piccola) è circoscritto al numero 2, mentre la vita vuole ancora ricordarmi delle infinite possibilità, o forse perché da single sono più utile a questo mondo.


Che poi diciamola tutta, i single sono comodi a questa società più di quanto pensiamo.  

Sono quegli amici a cui puoi chiamare nel cuore della notte senza disturbare nessuno, quelli in grado di raggiungerti via terra e via mare in un baleno se necessario, 

quelli dalle serate improvvisate, dalle conversazioni senza tempo;

Quelli che ti aiutano a cambiare pannolini ma ti ricordano anche quando essere donna e amica, 

quelli che hanno sempre a casa un posto al sicuro per te.

Quelli dalla lunghissima lista di nipoti biologici e di fatto, di figliocci a cui dispensare paghette e consigli. 

Quelli che se non ci fossero al tavolo di solo coppie ai matrimoni, nessuno penserebbe di schiodarsi dalle sedie per fare baldoria. 

Quelli che imparano l’arte del “riparo”, dal ripararsi un po’ il cuore tra un tira e molla a riparare gli oggetti e gli elettrodomestici in casa. 


Credo che la categoria dei single debba oggi considerarsi al pari dei vegetariani e vegani che in un certo senso ristabiliscono l’equilibrio di filiera  e mettono in discussione il concetto di nutrizione dell’anima - contro le grandi abbuffate di coppia che a volte sfociano in cattive abitudini “elementari”. 


Con questo non sto dicendo che mi piacerebbe rimanere single a vita - egoisticamente parlando - ma che qualora trovassi quel qualcuno con cui obiettare la mia singletudine, le resterei comunque affezionata perché solo con lei e attraverso di lei ho imparato ad essere una persona che non vive di luce riflessa e che odiando l’ego-riferimento di coppia ha molto più a cuore se stessa per il bene e il “benessere” degli altri.



Gaia Garofalo

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